RICORDIAMOCI DEL FUTURO!

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Lunedì, 8 settembre 2025

Ezechia rispose a Isaia: “La parola del Signore che tu hai pronunciata è buona”. Poi aggiunse: “Perché ci sarà almeno pace e sicurezza durante la mia vita” (Isaia 39:8)

Dopo essere stato risparmiato da una grave malattia, Ezechia aveva accolto dei diplomatici provenienti da Babilonia e, con spirito di compiacimento, aveva mostrato loro tutti i tesori e le ricchezze del suo regno. Poco dopo, il profeta Isaia lo ammonì, annunciando che un giorno quelle stesse ricchezze sarebbero state portate via e che i suoi discendenti sarebbero stati condotti in esilio.

Sorprendentemente il re accolse la parola con un certo sollievo, confortato dal fatto che la calamità non lo avrebbe riguardato. La sua calma può sembrare un gesto di sottomissione alla sovranità di Dio, ma nelle sue parole si legge anche una debolezza spirituale e una mancanza di visione per il futuro. Pur senza voler infierire, è impossibile non notare come la sua affermazione ottimistica (“la parola è buona”) riveli un atteggiamento individualista e miope, che dimenticava il destino delle nuove generazioni e del regno stesso.

Ezechia aveva ragione a sentirsi sollevato per essere stato risparmiato dal giudizio, ma avrebbe dovuto intercedere come aveva fatto quando il suo trono e la sua salute erano stati a rischio.

Per non incorrere nello stesso errore, è necessario ricercare e coltivare una relazione con Dio (e con le nuove generazioni) per promuovere il bene materiale, morale e spirituale non solo per noi e per l’oggi, ma guardando al futuro. Questa è la prospettiva che siamo chiamati a coltivare: non cercare il bene limitato al nostro tempo, ma invocare che Dio operi con potenza e grazia anche per le generazioni che verranno.

Un bellissimo esempio lo troviamo nella preghiera di Abacuc che, tempo dopo, elevò una preghiera che, da secoli, incoraggia chi ha a cuore il futuro dell’opera di Dio: “Signore, io ho udito il tuo messaggio e sono preso da timore. Signore, da’ vita all’opera tua nel corso degli anni! Nel corso degli anni falla conoscere! Nell’ira, ricòrdati di avere pietà!”(3:2)