LA DIFFERENZA CHE C’È

Lunedì, 1 settembre 2025

Voi vedrete di nuovo la differenza che c’è fra il giusto e l’empio, fra colui che serve Dio e colui che non lo serve (Malachia 3:18)

Il nostro testo risponde all’accusa di chi aveva perso fiducia in Dio, sostenendo che fosse inutile servirLo. Nonostante il sentimento di dubbio di chi aveva espresso queste parole non fosse sincero, in effetti, in quel periodo sembrava non esserci alcuna distinzione fra la condizione del giusto e dell’empio, Dio chiarisce che essi si ingannano e che, a suo tempo, la differenza tornerà a essere evidente. Dalla Scrittura comprendiamo che, a volte, sul piano visibile non si nota alcuna differenza fra il giusto e l’empio; altre volte la differenza c’è, ma lo sguardo umano non è in grado di coglierla (pensiamo all’esperienza dolorosa di Asaf, descritta nel Salmo 73).

D’altro canto, in momenti da Lui stabiliti, come nelle piaghe d’Egitto, Dio rende visibile la “differenza” e lo fa in maniera inequivocabile. A Goscen non c’erano mosconi, il bestiame d’Israele fu preservato e nelle case vi era luce, mentre l’Egitto era nelle tenebre. Alla decima piaga, quando i primogeniti egiziani morirono, le case degli Israeliti furono risparmiate grazie al sangue dell’agnello sugli stipiti. Il Signore, infatti, aveva preannunciato: “affinché conosciate la distinzione che il Signore fa tra l’Egitto e Israele”.

Cari fratelli, quando abbiamo la sensazione che la nostra vita e il nostro servizio non siano valorizzati, non dimentichiamo che Dio “fa levare il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni,” ma sa distinguere chi Lo serve.

Se anche a volte il male sembra prosperare e la differenza non è evidente, la Scrittura assicura che verrà il tempo in cui la distinzione sarà chiara. Perciò perseveriamo nel bene, manteniamo puro il nostro cuore e serviamo il Signore con fiducia e con gioia, certi che la Sua giustizia e la Sua fedeltà si manifesteranno pienamente.

La differenza c’è, e si vedrà!