
Lunedì, 31 agosto 2026
” Egli non temerà cattive notizie; il suo cuore è saldo, fiducioso nel Signore ” (Salmi 112:7)
Le notizie ci raggiungono, e non siamo noi a sceglierle, e possono essere diverse : un referto che non aspettavamo, una telefonata che rovescia una giornata, le difficoltà di un figlio o di una persona cara. La storia biblica riporta la vicenda di due re che ricevono una notizia dello stesso tenore , quella di un nemico che avanza, mettendo Gerusalemme e il suo popolo nella condizione di “assediati”.
La paura, al primo impatto, non risparmia nessuno dei due “figli di Davide”: il cuore di Acaz e del popolo “furono agitati, come gli alberi della foresta sono agitati dal vento”, e Giosafat “ebbe paura”, e a una lettura superficiale i due sembrano accomunati da questo sentimento.
Ciò che li divide si palesa nel “ dopo ”, ma dipende dal “prima”. Giosafat, pur scosso, si volge anzitutto al Signore , raduna il popolo e confessa, “noi non sappiamo che fare, ma gli occhi nostri sono su di te”. Acaz che non cede nemmeno davanti alla peggiore notizia. La notizia può scuoterci, ma non avrà l’ultima parola sulla nostra vita, perché Cristo, che fu morto, ora vive! invece calcola, ispeziona le riserve d’acqua, poi cerca alleanze che pagherà care.
La crisi non crea necessariamente la fede o l’incredulità , ma ne rivela la natura e l’estensione , perché la “tenuta ” della nostra casa non dipende da quando comincia il maltempo, ma da come abbiamo posto le fondamenta . Il Signore manda a entrambi la Sua parola. A Giosafat come promessa che lo sostiene: “questa non è battaglia vostra, ma di Dio”. Ad Acaz la promessa è accompagnata da un avvertimento: “Se voi non avete fede, certo, non potrete sussistere”.
Le due vicende hanno esiti totalmente opposti: per la sua incredulità Acaz esce dalla prova impoverito e umiliato, e da re si ritrova vassallo, mentre per la sua fede Giosafat ne esce più forte, più ricco e più sicuro. Dove possiamo trovare una tale saldezza? Non certo in noi stessi, che nel giorno dell’angoscia ci scopriamo senza forza. La Bibbia, però, ci indica un fondamento straordinario: “una pietra provata, una pietra angolare preziosa, un fondamento solido… chi confiderà in essa non avrà fretta di fuggire”(Isaia 28:16).
Quella pietra, per noi, ha un nome preciso, è Cristo Gesù, il fondamento che non cede nemmeno davanti alla peggiore notizia. La notizia può scuoterci, ma non avrà l’ultima parola sulla nostra vita, perché Cristo, che fu morto, ora vive!
