
Lunedì, 25 maggio 2026
“Tendo le mani verso di te …” (Salmo 143:6)
“Tendi le tue mani dall’alto …” (Salmo 144:7)
“Ho steso tutto il giorno le mani verso un popolo ribelle …” (Isaia 65:2)
Davide prega dal fondo del pericolo, e in questi due salmi troviamo due gesti speculari, quasi un “dialogo di mani”: prima lui le tende verso Dio, poi chiede a Dio di tendere le Sue verso di lui. Le mani tese di Davide sono il segno visibile di un’anima che riconosce la propria sete e sa bene chi è l’Unico che può saziarla. È una preghiera che, nella sua semplicità, rivela la “paura di non farcela”: “Signore, mentre io Ti cerco, vieni a cercare me”.
A quelle mani tese, per quanto alzate incapaci di sfiorare il cielo, fanno eco le parole del profeta Isaia, che rivelano qualcosa che va molto più in là: “Ho steso tutto il giorno le mani…“
Verso chi? Non verso chi Lo cerca, non verso chi tende le proprie verso di Lui, ma verso un popolo “ribelle“, che cammina “per una via non buona“, seguendo “i propri pensieri” e lo fa “tutto il giorno“.
La grazia non ha aspettato noi, ma ci cerca fin dal mattino e tutto il giorno. Paolo cita esattamente queste parole in Romani 10:21 e le applica a Cristo: sono le braccia del Figlio di Dio, aperte non solo verso chi prega ma verso chi si volta dall’altra parte. La croce non è la risposta alla nostra ricerca: è l’iniziativa di Dio che ci cerca e raggiunge nella nostra empietà, per liberarci dal fardello, dalla schiavitù, dall’iniquità e dal giudizio del peccato.
Cari amici e fratelli, anche per noi vale questa rivelazione sconvolgente: non siamo stati trovati perché Lo cercavamo, ma siamo stati trovati perché Lui non ha smesso di tendere le mani, anche quando le nostre erano abbassate, chiuse, occupate a fare e cercare altro.
Quanto cambia la nostra preghiera, sapendo che non ci stiamo sporgendo verso un Dio lontano ma rispondendo a un Dio che ci aveva già cercati?
Le mani che tendiamo verso di Lui sono preziose, sono il segno di un’anima assetata, di una fiducia ben riposta, però vengono “dopo”. Vengono in risposta a mani già aperte, “prima ancora” che noi le alzassimo. Se Dio ha teso le Sue verso chi non Lo cercava, con quanta più certezza le tenderà verso chi Lo cerca? Se lo fa per i ribelli, non lo farebbe per te?
