
Lunedì 23 marzo 2026
“La vostra bontà è come una nuvola del mattino, come la rugiada del mattino, che presto scompare” (Osea 6:4)
Per mezzo del Suo profeta Dio riprende il Suo popolo che ha momenti di devozione che presto svaniscono nel nulla. La parola qui tradotta bontà si riferisce anche alla pietà, all’amore, alla compassione. La bontà della religione soltanto emotiva e superficiale è molto diversa da quella di Dio, perché “la sua bontà dura in eterno“. Essa si è manifestata col dono del Suo Figlio che ci ha redenti dal peccato, donando salvezza e vita eterna a chiunque crede in Lui.
Questa stessa bontà si rivela nella Sua pazienza che trattiene il giudizio e concede occasioni di ravvedimento, nonostante non lo meritiamo.
E la nostra bontà?
Com’è il nostro amore verso il Signore? E verso il nostro prossimo?Non è un appello al “buonismo”, ma è un invito a riflettere sulla qualità della nostra fede, della nostra pietà e del nostro modo di servire Dio e gli uomini.
Sono troppe le promesse della domenica, le lacrime (anche sincere), le “decisioni” di fare, dire, dare, andare, aiutare, che il lunedì svaniscono, risucchiate da “gli impegni mondani, l’inganno delle ricchezze, l’avidità delle altre cose” (cfr. Marco 4:19).
Carissimi, il Signore sta cercando un tipo di cristiano “su cui possa contare sempre”, il cui amore, impegno, zelo e pietà non siano evanescenti ma che lascino il segno nella Comunità, nelle famiglie e nella società, mantenendosi fedeli a Lui, a qualsiasi costo, confidando sempre in Lui.
È una sfida ardua, gli ostacoli sono enormi e noi siamo deboli… ma a Dio ogni cosa è possibile e, ogni cosa è possibile per chi crede.
