PERCHÉ DIO “GIOCA IN DIFESA”? 

Lunedì, 2 novembre 2026

“Tu li nascondi all’ombra della tua presenza, lontano dalle macchinazioni degli uomini; tu li custodisci in una tenda, al riparo dalla maldicenza” (Salmo 31:20)

Le parole di Davide sono davvero consolanti, perché comunicano un senso profondo di protezione e sicurezza davanti agli intrighi e alla maldicenza. 

Eppure, subito dopo lo stupore davanti a questa considerazione meravigliosa, anche il credente più fiducioso potrebbe domandarsi: “Perché Dio si limita a difenderci?” e “Perché non ferma la maldicenza sul nascere, o non giudica apertamente chi la pratica?” 

Per Davide la maldicenza non fu soltanto una ferita interiore, ma più volte mise a rischio la sua vita quando Saul, istigato anche da chi parlava male di lui, lo perseguitava. La maldicenza e gli intrighi furono inoltre parte della strategia eversiva di Absalom, che conquistò il cuore del popolo mettendo in evidenza le falle del governo di suo padre. Eppure, il Signore scelse di custodire Davide, anziché mettere a tacere le malelingue. 

Questa strategia divina ha un senso preciso. 

Dio ci custodisce anzitutto perché vuole formarci. La prova ci tempra, ci insegna la pazienza e a cercare rifugio nella Sua presenza, dove troviamo una sicurezza che non dipende dagli altri né dalle circostanze, diventando utili ed efficaci nel servizio. 

Il Signore, inoltre, ci custodisce poi perché vuole glorificarsi nella nostra vita mentre porta a compimento il Suo disegno, che la sofferenza non solo non impedisce, ma rende ancora più evidente. 

Infine, Dio ci opera così perché attende prima di giudicare. La Sua pazienza lascia tempo anche a chi agisce male, prima di intervenire definitivamente. 

Del resto, Dio non ha agito così soltanto con noi. Anche Gesù ha conosciuto il tradimento, le false accuse e la malvagità degli uomini, insegnandoci a rimettere la nostra causa in Colui che giudica giustamente. La Sua sofferenza non è soltanto un esempio, ma condivisione e compassione, perché Egli ha sofferto come i “suoi fratelli”, per essere un Sommo Sacerdote misericordioso e fedele. 

Sì, amici e fratelli, noi abbiamo un Dio potente a liberare, ma finché Egli non deciderà di manifestare il Suo giudizio, godiamoci pienamente la Sua forte difesa, al sicuro nella Sua tenda. 

Signore, quando la maldicenza ci colpisce, aiutaci a cercare rifugio in Te e a restare all’ombra delle Tue ali… finché sia passato il pericolo (cfr. Salmo 57:1).