I NEMICI DELLA COERENZA

Lunedì, 5 ottobre 2026

“…in modo da piacere non agli uomini, ma a Dio che prova i nostri cuori” (1Tessalonicesi 2:4)

Paolo aveva appena subìto oltraggi a Filippi, eppure a Tessalonica trovò il coraggio per annunciare, con franchezza, il Vangelo in mezzo a molte lotte. Sapeva bene a che cosa andava incontro, eppure non cedette alla tentazione di modificare l’approccio o il messaggio per evitare ritorsioni o incomprensioni.

Anche noi possiamo essere tentati, a causa di varie paure, di ridurre il nostro impegno nella testimonianza e nel servizio.

C’è anzitutto la paura di mostrarci come siamo e di essere rifiutati.

È quella che ci spinge a recitare una parte o a tacere quando la verità rischia di metterci in cattiva luce. Paolo nella sua predicazione non usò parole lusinghiere e non cercò gloria dagli uomini, perché voleva piacere a Dio, consapevole che il giudizio che conta è il Suo.C’è poi la paura del “costo”.

Raramente la confessiamo, ma può insinuarsi anche nel servizio, quando cominciamo a misurare ciò che diamo e ciò che riceviamo. Paolo lavorò notte e giorno per non essere di peso a nessuno, servendo senza calcolo e fidandosi di Dio per ciò di cui aveva bisogno.

C’è infine la paura di perdere la nostra posizione, di essere fraintesi o di entrare in contrasto.

Da una parte ci tenta l’idea di imporci, di far pesare il ruolo che abbiamo, e dall’altra quella di evitare ogni “contrasto” per non essere fraintesi e restare in pace con tutti. Paolo rinunciò a far valere la sua autorità di apostolo e seppe, contemporaneamente, essere tenero come una nutrice con i suoi piccoli, pronto a dare la propria vita per loro, e fermo come un padre che esorta e scongiura i suoi figli perché camminino in modo degno di Dio.

L’esempio di Paolo ci ispira, ma la forza per una vera coerenza ci viene da Colui che l’ha vissuta in maniera perfetta. Egli non ha preso gloria dagli uomini, ha dato Sé stesso gratuitamente e, pur avendo ogni autorità, è stato mansueto e umile di cuore, dolce e fermo, sempre guidato dall’amore.

Quale paura ci frena oggi? Davanti a chi, o in quale situazione, siamo tentati di rinunciare alla nostra franchezza? Essere coerenti non vuol dire essere sgarbati, polemici e giudicanti, ma vincere la paura, per vivere in modo gradito a Dio. Alla fine, è l’unica cosa che conta.