
Lunedì, 12 ottobre 2026
Ed egli le disse: “Figliola, la tua fede ti ha salvata; va’ in pace e sii guarita dal tuo male”. Mentre egli parlava ancora, vennero dalla casa del capo della sinagoga,dicendo:”Tua figlia è morta…”.(Marco 5:34- 35)
La storia di Iairo è molto conosciuta: sua figlia stava morendo e Gesù aveva accettato di seguirlo, in risposta alla sua preghiera pressante e umile. Poi, lungo la strada, avvenne qualcosa che mise a dura prova la sua fede. Una donna toccò la veste del Maestro, che si fermò e la cercò con lo sguardo e, quando la trovò, non solo non la rimproverò per la sua audacia, ma con una dolcezza commovente la chiamò “figliola”, congedandola con una meravigliosa assicurazione di pace e salvezza. È facile immaginare che quella parola sia risuonata diversamente nel cuore di Iairo. Un’altra “figlia” riceve la guarigione, mentre la sua, gravissima, giace in fin di vita .
Quante volte ci siamo trovati nella sua posizione, vedendo altri ricevere la risposta che noi stiamo ancora attendendo?
Come se ciò non bastasse, mentre Gesù stava ancora parlando, la stessa parola lo “colpì” una seconda volta, con una durezza ancora maggiore: “Tua figlia è morta”. I messaggeri, per i quali il discorso era chiuso, aggiun sero disperazione alla notizia: “Perché incomodi ancora il Maestro?”. Eppure, proprio in quella parola c’era il potere di preservare e preparare il cuore di Iairo. Nel testo originale il termine rivolto alla donna è lo stesso usato per la bambina. Iairo aveva appena udito Gesù pronunciare la parola “figlia” , con tenerezza, per guarire, per dare pace. Ciò che il Signore aveva fatto per l’una diventava pegno per l’altra, e il suono che lo aveva ferito due volte poteva diventare il suono che lo rassicurava.
Per questo Gesù lo incoraggiò immediatamente : “Non temere; soltanto abbi fede!”. Non chiese a Iairo di cominciare a credere, ma di continuare a farlo.
E noi, fratelli e amici, nelle vicende della nostra vita dovremmo chiederci: su che cosa si fonda davvero la nostra fede? Sulle notizie che riceviamo, o sulla parola di Cristo?
Quando una notizia o una situazione difficile ferisce noi o chi amiamo, non lasciamoci sopraffare dai “rumori” intorno a noi, ma ascoltiamo la dolce voce del Maestro che ci incoraggia a non temere e a continuare a credere.
