
Lunedì 20 aprile 2026
“Ho pazientemente aspettato il Signore ed egli si è chinato su di me e ha ascoltato il mio grido. Mi ha tratto fuori da una fossa di perdizione, dal pantano fangoso; ha fatto posare i miei piedi sulla roccia, ha reso sicuri i miei passi. Egli ha messo nella mia bocca un nuovo cantico a lode del nostro Dio” (Salmo 40:1-3)
Il salmista non descrive una difficoltà astratta, ma un’esperienza realmente vissuta. Il pantano fangoso non è solo un’immagine poetica, è la sensazione reale di chi, non trovando appoggio, più si agita e più sprofonda. È l’instabilità che toglie il respiro mentre il terreno sembra mancare sotto i piedi.
Quante volte abbiamo sperimentato quel pantano? Che sia stata una perdita dolorosa, una relazione spezzata, una malattia, un fallimento, un silenzio di Dio che sembra interminabile, non fa differenza: la sensazione di essere “risucchiati” è sempre molto simile.
Il Salmo però non è soltanto un lamento, ma la storia di un credente che ha trovato risposta, descritta in maniera toccante: “…ed egli si è chinato su di me…”. Sì, perché quando stiamo sprofondando, non siamo noi a risalire da soli: è Dio che scende, che si abbassa, che mette le mani nel fango per tirarci fuori. E lo ha fatto in modo definitivo in Gesù Cristo, il Figlio di Dio venuto in carne ed entrato nella nostra condizione umana fino alle estreme conseguenze, fino alla croce.
Il cambiamento che Dio opera è radicale e si sviluppa in tre direzioni. La prima è quella della stabilità: i piedi che affondavano trovano ora la roccia, il suolo solido. La seconda è quella dell’orientamento: i passi resi sicuri parlano di una direzione ritrovata, che risolve lo smarrimento. La terza, e forse la più eloquente, è quella della testimonianza: dalla bocca che gridava nel dolore esce ora un cantico nuovo. L’intervento della grazia produce un annuncio potente, perché chi è stato nel fango e ne è uscito non può tacere.
Il cantico nuovo non è per uso privato ma proclamato davanti agli altri, nella famiglia, nella comunità, nel mondo. La vita cambiata è il messaggio più potente che possiamo offrire.
Cari amici e fratelli, se qualcuno sta vivendo una situazione di “impantanamento”, non esitiamo a gridare al Signore, ad attendere il Suo intervento perché Lui è fedele e non ci deluderà.
