
Lunedì, 9 febbraio 2026
“Io so i pensieri che medito per voi”, dice il Signore, “pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza” (Geremia 29:11)
La Bibbia ci insegna cose profonde su ciò che l’uomo è capace di fare in nome del futuro. In nome del futuro si possono compiere gesti nobili e coraggiosi, autentiche testimonianze di fede e determinazione, come fece Mosè quando rinunciò ai privilegi d’Egitto “guardando alla ricompensa”. Ma in nome del futuro si possono compiere anche azioni abominevoli, come fecero le figlie di Lot, macchiandosi di un doppio incesto pur di garantirsi una discendenza e un nome.
In nome del futuro, anche credenti autentici possono cedere alla tentazione dei metodi umani: Abramo e Sara provarono a forzare il compimento della promessa. Eppure, sempre in nome del futuro, seppero anche perseverare: lui non vacillò davanti alla promessa; lei ritenne fedele Colui che l’aveva fatta, nonostante l’impossibilità umana.In nome del futuro, l’uomo rivela ciò che realmente governa il suo cuore: fiducia o controllo, sottomissione o manipolazione, attesa o precipitazione.
Le storie che abbiamo ricordato sono molto diverse tra loro, eppure convergono su alcune verità essenziali: il futuro non è nelle nostre mani e, nonostante l’impegno e le strategie, la sua imprevedibilità mette a nudo i nostri limiti.
Di fronte a questa incapacità emergono reazioni diverse: alcune sono ribellioni manifeste, espressioni di incredulità, quando l’uomo interviene con i propri metodi. Altre sono reazioni più sottili, ma non meno devastanti, segnate da fragilità, paura, ansia di controllo. In ogni caso, quando il futuro diventa un’ossessione, il cuore rischia di allontanarsi dalla fiducia in Dio.
Il nostro futuro, e quello dei nostri figli, non è semplicemente nelle nostre mani: è custodito nella fedeltà di Dio. Per questo il credente non è chiamato a controllare il domani, ma a rimanere fedele oggi.In nome del futuro ciò che ci è richiesto non sono solo capacità e intraprendenza, ma soprattutto la fedeltà a Cristo, che si esprime nel fondare le nostre scelte non sulla convenienza e sull’approvazione umana, ma sul vivere coerentemente e concretamente secondo la Sua volontà.
Questa fedeltà si nutre di promesse eterne. Infatti, Cristo stesso ha detto: “Io edificherò la mia Chiesa” e “Io sono con voi tutti i giorni, sino alla fine dell’età presente”. Coraggio, amici e fratelli, il nostro futuro, quello delle nostre famiglie e della Chiesa non dipende dalla nostra abilità, ma dalla Sua signoria; non dalla nostra ansia, ma dalla Sua presenza.
