
Lunedì, 19 gennaio 2025
Poiché siete stati comprati a caro prezzo. Glorificate dunque Dio nel vostro corpo (1Corinzi 6:20)
Qualche anno fa mi trovai da solo al capezzale di un fratello che era sopravvissuto per miracolo a un infarto devastante. Era immobile nel letto, riceveva lentamente un farmaco attraverso una flebo.
Mentre mi attardavo, mi parve che la flebo fosse ormai finita e chiamai l’infermiere, che controllò con attenzione e mi spiegò che c’era ancora farmaco sia nel flacone sia nel “tubo” che portava la soluzione al braccio. Poi aggiunse: Lasciamola scorrere ancora, questo medicinale è molto costoso.
Quelle parole mi colpirono profondamente. In Italia la sanità è gratuita per tutti, ma in quel momento non potei evitare di riflettere sul fatto che ciò che è gratuito per chi riceve non è sempre a buon mercato per chi provvede. Quel fratello stava ricevendo una cura preziosissima, senza dover pagare nulla.
Da allora, quando penso alla grazia, mi capita spesso di tornare con la mente a quella stanza. Anche la grazia è gratuita: non si compra, non si merita, non si conquista, ma non è a buon mercato.
Questa grazia, pur così liberamente donata, è stata acquistata al prezzo più alto: l’umiliazione del Figlio eterno fatto uomo, la Sua obbedienza fino alla croce, la Sua agonia e la Sua morte sotto il peso del nostro peccato.
Amici e fratelli, quale risposta offriamo davanti a un dono d’amore così grande? Ci addoloriamo, giustamente, nel vedere molti rifiutare l’offerta della grazia; ma noi, che l’abbiamo accolta, ne custodiamo davvero il valore? Siamo consapevoli non solo del privilegio ricevuto, ma anche delle responsabilità che ne scaturiscono?
Si trovano in noi la gratitudine, la devozione, la consacrazione a Cristo e la fedeltà al mandato che Lui ci ha affidato?
Perciò, mentre ancora oggi proviamo a convincere qualcuno a non rifiutare la grazia di Dio e ad aprire il cuore a Cristo, vigiliamo affinché noi che l’abbiamo ricevuta non trascuriamo mai questa salvezza così grande.
