L’“ULTIMA” PORTA

Lunedì, 3 novembre 2025

“… giunsero alla porta di ferro che immette in città, la quale si aprì da sé davanti a loro; uscirono e s’inoltrarono per una strada […] Quando ebbe bussato alla porta d’ingresso, una serva di nome Rode si avvicinò per sentire chi era e, riconosciuta la voce di Pietro, per la gioia non aprì la porta, ma corse dentro ad annunciare che Pietro stava davanti alla porta. Quelli le dissero: «Tu sei pazza!» Ma ella insisteva che la cosa stava così… Pietro intanto continuava a bussare” (Atti 12:10-16)

Per quale ragione una grande porta di ferro si apre da sola mentre un normale uscio di casa rimane chiuso costringendo Pietro a bussare ripetutamente? Non poteva l’angelo che aveva aperto la prima, spalancare anche la seconda?

Mentre Pietro era in prigione, fervide preghiere a Dio erano fatte per lui dalla chiesa. Possiamo dire che le preghiere avevano “aperto le porte” della sua liberazione. Ora, però, la “risposta” era dietro una porta che soltanto loro potevano aprire. La ragione che teneva fuori la risposta di Dio era una singolare incredulità: “Era troppo bello per essere vero” che Pietro fosse libero. A loro pareva una follia, tutto… tranne che una cosa così bella!Il più delle volte si ritiene che l’incredulità che impedisce a Dio di operare sia soltanto quella empia o diffidente, dimenticando che spesso rischiamo di non vedere i miracoli semplicemente perché non ci sembra possibile che accadano proprio a noi, proprio qui e proprio ora.

Anche Abramo e Sara risero quando udirono la promessa di un figlio. Eppure, Dio mantenne quella promessa, poiché non “v’è nulla che sia troppo difficile per il Signore”!

Forse proprio ora il Signore, avendo udito le tue preghiere, sta bussando alla tua porta, mentre tu sembri paralizzato e non riesci ad aprire l’ultima porta, quella della fede ubbidiente, che osa e agisce, quella porta che spetta a te aprire e che nessuno, nemmeno Gesù, aprirà al tuo posto. Infatti, pur essendo “Colui che apre e nessuno chiude, che chiude e nessuno apre” oggi ti dice “… io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui” (cfr. Apocalisse 3:7, 8, 20).

Carissimo, oggi il Figlio di Dio, che è sempre pronto a fare grazia a chiunque crede in Lui, è giunto fino a te, pronto a riversare su di te ogni benedizione celeste, se sei disposto a credere e a obbedire.

Perciò, che cosa aspetti? Perché non apri l’ultima porta?