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L’Ultimo a Parlare

Lunedì, 28 agosto 2023


Ma all’ultimo venne in mia presenza Daniele (Daniele 4:8)

A Babilonia c’è una crisi preoccupante: Nabucodonosor ha fatto un sogno, esige un’interpretazione e, anche questa volta, nessuno è in grado di aiutarlo.


Possiamo immaginare la scena: molta tensione, volti tirati e tanto imbarazzo, finché… non entra in scena Daniele, all’ultimo, così leggiamo nel nostro versetto di oggi.
Ovviamente, non possiamo sapere perché il profeta si presenti alla fine, ma è impossibile non notare questo dettaglio che lo Spirito Santo ci ha voluto far conoscere, come volendo dare ad esso un valore fondamentale, per descrivere la sua saggezza di origine e natura divina.


Si potrebbe sostenere che Daniele fosse lontano per impegni istituzionali o che si fosse trattenuto per pregare e chiedere luce a Dio, ma al di là di qualsiasi ipotesi, la sua azione ci ricorda le parole di Giacomo: Ogni uomo sia pronto ad ascoltare, lento a parlare.
Nessuno può negare che spesso, in molti contesti e di qualunque argomento si parli, la gente sembra impegnata in guerre di parole. Talvolta, perfino nelle chiacchierate amichevoli, si sente il bisogno di dire la frase giusta, magari “a effetto”, ignorando che gran parte delle nostre parole sono più degne di essere scritte sulla sabbia ed essere presto dimenticate, piuttosto che incise sul marmo come massime memorabili.


Ecco, dunque, che il presentarsi all’ultimo di Daniele diventa per noi un invito alla riflessione e a ponderare le parole.
Dio ci aiuti a ricordare che con le parole si può edificare, ma si rischia anche di demolire, si può incoraggiare ma anche demoralizzare, si è in grado di curare ma anche ferire, si può testimoniare ma anche scandalizzare, si può guidare ma anche far deviare.
Perciò, preghiamo insieme: Signore, poni una guardia davanti alla mia bocca, sorveglia l’uscio delle mie labbra (Salmi 141:3).


Buona Settimana da Aniello & Rosanna Esposito