FATTI NOTARE!?

Lunedì, 26 gennaio 2026

I suoi fratelli gli dissero: “Va’ in Giudea, affinché anche i tuoi discepoli vedano le opere che tu fai. Poiché nessuno agisce in segreto quando cerca di essere riconosciuto pubblicamente. Se tu fai queste cose, manifèstati al mondo” (Giovanni 7:3-4)

L’altro giorno ho notato in città un manifesto di un’agenzia pubblicitaria che diceva: “Fatti notare!”.

Lo slogan, ovviamente, cerca di attirare l’attenzione di chiunque voglia promuovere la propria attività o comunicare un messaggio. Nella sua semplicità, la frase sintetizza efficacemente la logica del nostro tempo: esisti se appari, conti se sei visto.

Subito ho collegato quello slogan alle parole rivolte a Gesù dai Suoi fratelli, quando lo sollecitavano a manifestarsi pubblicamente, quasi che la verità avesse bisogno di mettersi in mostra per essere riconosciuta.

Il Signore, invece, non basò mai la Sua azione su questo principio: nel corso della Sua missione non cercò mai né si nutrì del clamore, ma spesso si ritirò e scelse il nascondimento, compiendo la Sua opera in modo silenzioso e perseverante. Infatti, prima dell’Incarnazione, il profeta Isaia Lo aveva preannunciato come Colui che non avrebbe gridato, non avrebbe alzato la voce e non si sarebbe imposto nelle piazze.

In riferimento alla Passione, lo stesso profeta Lo descrive così: “non aveva forma né bellezza da attirare i nostri sguardi…”, dimostrando che la salvezza di Dio entra nella storia senza ornamenti, senza strategie di visibilità.

Cristo visse in questo modo e non si lasciò mai guidare dall’urgenza di essere visto o dalla pressione di dover dimostrare qualcosa, ma attese l’ora stabilita dal Padre, umiliandosi fino alla morte, e alla morte della croce.

Carissimi, è questo il sentimento di Cristo che dobbiamo “avere in noi stessi”: la nostra chiamata non consiste nel renderci visibili, ma nell’essere fedeli. La chiesa fedele non cerca di costruirsi un’immagine o una reputazione, ma s’impegna a proclamare la salvezza in Cristo, all’insegna della sobrietà, di un servizio discreto, della rinuncia a sé stessi. Come Giovanni Battista testimoniò: “Bisogna che Egli cresca e che io diminuisca”.

In un mondo che ripete incessantemente “Fatti notare!”, seguire Gesù significa imparare a “diminuire”, perché l’Evangelo sia annunciato e molte anime siano salvate mediante la fede nel Suo Nome, l’unico degno di essere esaltato.