
Lunedì, 12 gennaio 2026
Tutti questi perseveravano concordi nella preghiera, con le donne, e con Maria, madre di Gesù e con i fratelli di lui (Atti 1:14)
La vita della Chiesa inizia in un’atmosfera che ci è familiare: l’attesa. Come all’inizio di un nuovo anno, anche allora i discepoli non avevano mappe chiare né programmi definiti. Avevano soltanto una promessa e un cuore che, dopo tante “delusioni” stava imparando a fidarsi di Gesù.
Poche settimane prima, quegli stessi uomini erano stati travolti dalla paura e si erano dispersi davanti alla croce. Ma il Signore risorto li aveva ritrovati, radunati, trasformati. Coloro che non erano riusciti a vegliare un’ora con Lui nel Getsemani ora perseverano nella preghiera. Coloro che, al solo accenno dell’assenza del Maestro, avevano discusso su chi fosse il maggiore ora si riconoscono incapaci persino di scegliere il sostituto di Giuda senza il Suo consiglio.
È qui che la Chiesa muovi i suoi primi passi: non in una strategia umana, ma in una comunione che prega e cerca la guida dello Spirito Santo.
I primi “nati di nuovo” non erano più discepoli confusi, ma apostoli pronti e consapevoli della loro missione: “essere testimoni della Sua risurrezione”.
La preghiera, per la Chiesa nascente, non è un dovere religioso, ma una resa fiduciosa. In quella stanza dove prima si erano rifugiati per paura, imparano a restare non più per nascondersi o difendersi, ma per attendere. Non sanno che cosa accadrà, ma sanno a Chi appartengono. E il loro futuro, per quanto incerto, è serenamente affidato alla promessa del Padre.
È qui che ogni nuovo inizio trova il suo fondamento autentico: non nell’autosufficienza né nella pianificazione umana, ma nella dipendenza dal Signore.
Cari amici e fratelli, anche per noi, all’inizio di un nuovo anno, la tentazione è quella di riempire l’agenda prima ancora di arrendere il cuore alla volontà di Dio.
La Scrittura ci ricorda, però, che l’inizio migliore è sempre lo stesso: perseverare concordi nella preghiera. Perché chi impara ad attendere il Signore non sarà mai deluso nel camminare con Lui; e una Chiesa che prega, anche quando non sa che cosa l’aspetta, è già sulla strada giusta.
